• home
  • il mio blog
  • foto
  • drabble
  • pubblicazioni
  • voli d'anima
  • facebook
  • racconti
  • racconti brevissimi
  • io e i libri
  • la mia vita in versi
  • i miei video
  • mistero in città vecchia
  • il mio teatro
  • haiku
  • emozioni tra le righe
il volo della farfalla

...e non tornare

Picture











V
ai.
E non voltarti indietro.
Hai scelto di stare
dalla parte sbagliata della vita
dove rispetto e sentimenti
sono vuote parole 
dove sensibilità e buon senso
hanno perso ogni valore
dove è possibile calpestare
chi fino a ieri
tenevi stretto a un patto sacro d'amicizia.
Vai.
E non alzare lo sguardo.
Troveresti il mio
distolto
calpestato
e offeso
dal tuo egoismo.
Da lontano vedrò sbiadire
una figura un tempo cara
che m'ha ferito l'anima
per un pugno di applausi rubati.



LA MIA CITTA'

Picture



















Vieni.
Ti porterò a conoscere la mia città
dalle periferie al cuore
dalle coste agli anfratti più remoti.
Prendimi la mano
sarà un percorso non facile
tortuoso
entusiasmante
se solo ti farai trascinare
senza paura.
Stringila forte la mia mano
e lascia stare i pre-giudizi.
Vedila coi miei occhi la mia città
sentila come pulsa
discinta
scarmigliata e vecchia
con la matita sciolta
e il rossetto sbavato
e calze scese e smagliate
il ventre prominente
le gambe aperte
scomposte
vomitevolmente offerte al primo che passa nella via.
Io lo so che è anche questa
ma non soltanto questa.
La mia città sa essere
anche una dolce signorina
al ballo delle diciottenni.
Bella
gentile
timida
timorosa di passi falsi
nelle movenze fragili
di romantici valzer viennesi.
La vedi?
La senti?
Puoi allentare la presa se vuoi.
Rilassati.
Non siamo più nelle periferie maledette
dove vige la legge del più forte.
Siamo in quei quartieri calmi
con persiane abbassate
dove ognuno
in silenzio
vive una vita parca
priva di moti e di passioni forti.
Son tutti chiusi nelle loro case.
Lavoro famiglia chiesa qualche viaggio.
Fra calma piatta
e screzi familiari
tutto è corretto
a mezzo respiro.
Ora impara a volare.
Vedrai acqua che oscilla
fra il verde trasparente
e azzurro mare.
Ti librerai con me
leggero
oltrepassando il bianco delle nuvole
e poi giù in picchiata
fino a passare a pelo d’acqua
sotto i ponti
in trasvolata dalla costa aperta
al mare chiuso.
Preparati
arriveremo a destinazione
giusto al tramonto.
Non so dirti da ora
di che colore saranno il cielo
e il mare.
Potrà cambiare
dall’arancio al fuxia
al viola
al blu
prima di vedere sprofondare il sole
giù nell’infinito madreperlaceo.
Trattieni il respiro
ora.
Ultima tappa
forse la più bella
e la più maledetta.
Città Vecchia.
Sdraiata su di un fianco
con la pancia rigonfia
di una creatura
che impiegherà a nascere
nove mesi o nove anni
o novecento ancora.
Basta volare.
Riprendimi la mano.
Non la stritolare.
Inspira forte
sospendi il giudizio.
Sei pronto?
Si cammina a piedi.
Si perde il tempo
si rincorre il tempo.
Si perde l’anima
si ritrova il cuore.
Ti porto fra rovine
di fasti perduti
fra palazzi murati
caduti
mangiati da licheni
ed erba secca.
E poi a rimanere senza fiato
fra schegge di mosaico
e dipinti lignei sui soffitti
su per antiche scale con gli stemmi
e giù per ipogei ancor più antichi.
In mezzo a pescatori e panni stesi
attraversando vicoli e postierle
incontrando povera gente
impiegati politici e prelati.
Qui una pietra può avere
trenta secoli
o trenta giorni appena.
In trenta centimetri
l’acqua salata
può diventare dolce.
Qui la bellezza è eterna
e valere non più del fetore dei tombini.
Tu
guardala tutta.
Riconoscila.
Respirala.
Trasforma tutto in sogno
e il sogno in realtà.
Impedisci al fumo delle ciminiere
di invaderti la mente.
Narici e polmoni
sono pieni
lo so.
Non ti fermare.
Tienimi ancora stretta.
Chiudi gli occhi.
Ora sai tutto.
Prima di criticarla
amala tutta intera
la mia città.

19/06/2011 

(pubblicata nell'antologia LA LUNA E IL DRAGO)


INASPETTATO INCANTO

Picture

















Quella panchina
era lì
inchiodata dal tempo.
Quella mattina
ci aspettava all’ombra
a fissare bianchi ricami di mare
trapuntati di vento.
Colori e odori
s’aggrappavano
ai sensi e all’anima.
Correva
vibrando
nell’aria secca e grigia
un’energia sottile
che raccontava
una storia oltre il tempo.
In silenzio
restammo a contemplare
l’inesprimibile bellezza del presente
la matematica inesistenza del futuro.
Non una parola per ricordare.
Non una parola per sognare.
Stare.
Solo stare
in immobile fissità.


(vincitrice del concorso IL FEDERICIANO e immortalata in una stele nel centro storico di Rocca Imperiale)


Raggio di sole

Picture


















Precipitato in questo mondo
dal silenzioso nulla
dove anima pura
aspettavi il tempo giusto
sei arrivato un sabato mattina.
Incantata
ho perso la parola per giorni.
Eri vita
energia pura
infilata in un corpo
piccolo
perfetto.
Con l'anima addormentata
ti sei mosso nel mondo
senza vedere
assordato da suoni sconosciuti
estranei.
Hai trovato nutrimento
senza cercarlo
battezzando quel seno
come una parte indistinta da te.
E indistinto ancora
dopo mesi
ti specchi 
nell'eterno sorriso di tua madre.
Pelle di luna
occhi di cerbiatto
sei un universo intero in miniatura.
Raggio di luce
ci attraversi tutti.
Aggiungi senso
e gioia
a questo vivere
trascorso
prima
senza te. 


Il muro

Picture
















Picconare questo muro
invisibile
e spesso
e coriaceo.
Ho provato con le parole
e ho scoperto
che di quelle si alimentava
come di altri mattoni
che lo rendevano infinito.
Parole nel tempo
parole nel vento
parole lanciate
tornate
fermate
usate come squarci di tenebra
come albe e tramonti
come lance di fuoco
come teneri veli.
Muta
resto
in attesa.
E il silenzio
m'avvolge
mi penetra
mi scava
zampilla
s'insinua
ritorna.
Con le ali bagnate
struccata
mi sveglio.
Il muro è sparito
e la mia verità
è lì
nuda
inerme
indifesa
riemersa da un sogno lontano. 



Il carillon

Picture


















Il corpo imbucato nei vicoli
e qualcosa dentro l'anima
si muove
senza far rumore.
Pioverà.
L'orizzonte nero
ha chiazzato l'azzurro
e imbastardito l'aria.
Le prime gocce
mi velano appena.
Poi la pioggia mi rincorre.
I capelli gocciano
i vestiti incollati.
Sorrido
inspirando l'odore della terra
e il puzzo dei vicoli
smosso dall'acqua
che non si ferma.
Cammino
senza ripararmi
il viso al cielo
le braccia aperte.
Risento nell'aria
un'antica cantilena
di frasi spezzate
frammenti di parole
grammi di sillabe.
Rotto
e abbandonato
in un angolo buio
affogato
quel carillon
che ha smesso la sua cantilena
svuotata
cavata
sradicata
e persa
incapace di inseguimi
e trattenermi
e schiacciami ancora.
Lo chiuderò in soffitta
in una vecchia cassapanca
che un giorno riaprirò
con un sorriso.
Intorno ora
solo l'eco dei silenzi.
E la pioggia
che mi scorre sui piedi
arricciati
nudi nei sandali
e sull'anima che ha smesso di urlare.


La bambola

Picture

















Vestita di merletti rosa 
di nera vernice le scarpine
con gli occhi fissi e persi 
sei nostalgia.
E sei malinconia
la stessa
che mi rigava il viso
di amara dolcezza
sotto il cielo squarciato dalla luna.
Ora
quel viso è rugato
di dolce amarezza.
Ho gli occhi
fissi e persi come i tuoi
bambola antica
immobile
giocattolo inutile
spazzato dal tempo.
Ti guardo
e mi vedo
adagiata sul cristallo
a contemplare il lento accelerare della vita.


Il filo spezzato

Picture
Chi ascolterà i tuoi silenzi
le tue mute richieste
le tue malinconie
le paranoie
i lucidi dinieghi?
Chi ti seguirà nei labirinti dell'anima
nei cunicoli della mente
nei pezzi di cuore stracciati e persi
nelle retrovie dell'inconscio
nell'assolo della tua follia?
Chi ti aiuterà a scostare le mani dalle orecchie
a raddrizzare il corpo accartocciato
a illuminare il buio
a scacciare la paura
a ridare colore ai tuoi pensieri?
Chi tenderà la mano che hai cacciato
toccherà ancora il tuo deserto
raggiungerà il tuo nulla
penetrerà i tuoi sotterranei
vivrà o morirà con te?



Ti vedo

Picture














C
ontempli un futuro mai nato
negato
passato 
prima d'essere vissuto.
E ti compiaci della rinuncia 
di una vita massacrata dai rimpianti.
E ti avvolgi di nostalgia
di ricordi spezzati
di parole non dette
di gesti mai compiuti.
E riesci a vedere particolari
di momenti fuggiti
inseguiti
perduti.
Non farai
non vedrai
non ricorderai
in un rincorrere
che torna
e torna ancora
fitto di negazioni
smarrimenti
vuoti.
E torni a vedere
con sguardo vacuo
immagini nitide
offuscate dal nulla.
Ti piange l'anima
e mostri indifferenza
come se avessi deciso di ucciderla
prima ancora di farla vivere.
Vorrei perdermi nel buio
per ritrovare i tuoi pensieri
e comprendere
afferrare
anche solo sfiorare
il nero della tua notte.


Ascoltami

Picture















Se ti dicessi che così non va

che accettare in silenzio
imbalsamare emozioni e sentimenti
non è mai stato quello che volevi
mi crederesti?
Se ti dicessi che ti sfianca nasconderti
occultare quel che sei nel profondo
che hai rinunciato a distinguere il pianto dal sorriso
star bene veramente e stare male
mi crederesti ancora?
Devi farla finita
col mimetizzarti fino a diventare sabbia
e poi fango che t'imbratta il viso
e le mani
e tutto il corpo che non riconosci.
T'illudi che la vita sia un bel sogno.
Ti disilludi e sai che tutto passa.
Aspetti e aspetti ancora
e intanto resti a sperare in qualcosa
che sai per certo non avere un nome.
Tutto apparentemente scorre
tranne quella sottile
serpeggiante
indefinita insoddisfazione
germoglio triste
con radici spesse.
Voglio aprirti la mente
svuotarla
slegarla
liberarla.
Portarti via il superfluo
il negativo
l'esuberante
il peggio
l'indeciso.
Lasciarti l'essenziale
il necessario
il sacrosanto
il meglio
il buono
il vero.
Forse la smetterai di frantumare
quel che di bello hai senza vederlo
e di mischiarlo al resto che è zavorra.


Create a free website with Weebly