A. Ferilli, "PROGETTO BAMBINO, Scorpione Ed., 1990

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Saggio sul bambino da zero a tre anni, a casa e in asilo.
Adottato come libro di testo per educatrici di asilo nido
A. Ferilli, "SULLE TRACCE DI UN PADRE...un cammino a ritroso", Oria, 2006
Biografia romanzata di un apprezzato e indimenticato parroco della
Cattedrale di Taranto che ha svolto il suo ministero per un trentennio a
cavallo fra gli anni ‘60 e gli anni ’90 del secolo scorso. La pubblicazione, frutto di
una ricerca sul territorio, che trae origine prevalentemente da interviste
fatte a persone che Don Michele Grottoli conobbe e amò nell’Isola Città Vecchia
di Taranto, è stata curata dalla sezione tarantina
dell’Associazione Nazionale Amici del Presepio che, anni prima, aveva istituito
il “Premio Don Michele Grottoli”.
<<La vita in una cittadina come Monteiasi degli anni ’30, scorreva tranquilla fra casa, lavoro, chiesa, scuola. Da via Muri dove abitavo al numero 11, mi divertivo a contare i passi che mi dividevano dall’ingresso della chiesa: 222. Mi piaceva quel numero e mi ritrovavo a contare ogni volta attento a mettere i piedi esattamente uno davanti all’altro senza mai alterarne la misura. Qualche volta, invece, non contavo i passi ma il numero delle porte alle quali bussavo senza fermarmi. Scappavo dopo aver bussato, ma tutti sapevano che ero io a giocare così.>
<<La vita in una cittadina come Monteiasi degli anni ’30, scorreva tranquilla fra casa, lavoro, chiesa, scuola. Da via Muri dove abitavo al numero 11, mi divertivo a contare i passi che mi dividevano dall’ingresso della chiesa: 222. Mi piaceva quel numero e mi ritrovavo a contare ogni volta attento a mettere i piedi esattamente uno davanti all’altro senza mai alterarne la misura. Qualche volta, invece, non contavo i passi ma il numero delle porte alle quali bussavo senza fermarmi. Scappavo dopo aver bussato, ma tutti sapevano che ero io a giocare così.>
A. Ferilli, MISTERO IN CITTA' VECCHIA, Scorpione Ed., 2010

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Romanzo
Giulia, nata e vissuta a Taranto, s’imbarca in una strana avventura che le rivela la sua capacità di “vedere” fatti e personaggi di epoche passate appartenenti a una famiglia nobiliare che aveva abitato in un palazzetto della città vecchia.
(solo on line scontatissimo)
<<L'aria sembra fermarsi. Le voci si attenuano fino ad apparire lontanissime.
Torna la sensazione di essere all'interno di una bolla. E, come a comparire dal nulla, sullo sfondo in penombra striato di colori del tramonto disegnato sul mare, un'ombra attraversa lo stipite della finestra uscendo sul balcone. Riesco a decifrarne i contorni senza fissare i particolari della figura che, di spalle, adesso guarda verso il mare.
È solo un attimo. Scompare.>>
AA.VV., IL CALDO BUONO, a cura di Mara Venuto, Aljon Ed., 2011
Racconto
C'E' UN TEMPO ANCHE PER COGLIERE IL SENSO DEL VIVERE - Angela Ferilli
Una madre si rivolge alla figlia, in un'accorato monologo, alla ricerca di un senso da affidare alla malattia, alla paura della morte, alla fiducia nella vita.
<< Il tempo...il tempo...il tempo... Dio, di cosa è capace il tempo! Annienta. Disfa. Capovolge. Svela. Riporta in superficie il dolore sepolto, nascosto alla vista, occultato al cuore. Il cancro al seno è incredibilmente veritiero. Mette in luce la fame insaziata di nutrimento.>>
C'E' UN TEMPO ANCHE PER COGLIERE IL SENSO DEL VIVERE - Angela Ferilli
Una madre si rivolge alla figlia, in un'accorato monologo, alla ricerca di un senso da affidare alla malattia, alla paura della morte, alla fiducia nella vita.
<< Il tempo...il tempo...il tempo... Dio, di cosa è capace il tempo! Annienta. Disfa. Capovolge. Svela. Riporta in superficie il dolore sepolto, nascosto alla vista, occultato al cuore. Il cancro al seno è incredibilmente veritiero. Mette in luce la fame insaziata di nutrimento.>>
AA.VV., LA LUNA E IL DRAGO, a cura di Anna Montella, Il Foglio letterario Ed., 2011
Sezione Poesia
LA MIA CITTA' di Angela Ferilli
[...] Ti porto fra rovine
di fasti perduti
fra palazzi murati
caduti
mangiati da licheni
ed erba secca.[...]
Sezione Narrativa
L'ALBERELLO DI LIMONE di Angela Ferilli
<<Mi ritrovai all’improvviso ad avvertirmi come se procedessi su un doppio binario. L’io cosciente, percepito da che avevo memoria e che continuava a torturarmi con dubbi e domande, e una sorta di altro io, trasparente, neonato, che non poneva domande e non sollevava dubbi. Granitico nelle sue certezze, affiancava l’altro fino a compenetrarlo, rimanendo sfalsato appena di qualche millimetro. La sua trasparenza lo avrebbe indicato come il più debole, il più precario. Era, invece, così tanto forte e stabile, arroccato in una massiccia solidità, da aver avuto l’ardire di scostarsi dall’altro quel tanto che bastava a farsi percepire come distinto e animato di una propria vita tanto nuova quanto sorprendente.>>
LA MIA CITTA' di Angela Ferilli
[...] Ti porto fra rovine
di fasti perduti
fra palazzi murati
caduti
mangiati da licheni
ed erba secca.[...]
Sezione Narrativa
L'ALBERELLO DI LIMONE di Angela Ferilli
<<Mi ritrovai all’improvviso ad avvertirmi come se procedessi su un doppio binario. L’io cosciente, percepito da che avevo memoria e che continuava a torturarmi con dubbi e domande, e una sorta di altro io, trasparente, neonato, che non poneva domande e non sollevava dubbi. Granitico nelle sue certezze, affiancava l’altro fino a compenetrarlo, rimanendo sfalsato appena di qualche millimetro. La sua trasparenza lo avrebbe indicato come il più debole, il più precario. Era, invece, così tanto forte e stabile, arroccato in una massiccia solidità, da aver avuto l’ardire di scostarsi dall’altro quel tanto che bastava a farsi percepire come distinto e animato di una propria vita tanto nuova quanto sorprendente.>>